Ne sentiamo parlare molto adesso per l’emergenza del CoronaVirus ma, le classi virtuali, e l’e.learning in generale, sono concetti già molto conosciuti in Italia oggi. Un pò meno invece quello di SmartWorking, che vedremo meglio in questo articolo.

coronavirusIn questa settimana il corona virus ha rivoluzionato la vita di molti italiani: gli ultimi aggiornamenti ci dicono che fino a lunedì 9 Marzo l’ordinanza di chiusura delle Scuole e di alcune Aziende, nelle zone maggiormente colpite, è attiva. Bloccare tutti i processi formativi e produttivi potrebbe provocare danni anche seri, per questo si è dovuto ricorrere a delle soluzioni.

Formazione Online

coronavirus: classi virtualiI Prof Digitali più attivi si sono ingegnati per creare Classi Virtuali con collegamenti da casa per continuare le lezioni e non lasciare soli a casa i ragazzi. Così, la Formazione Online assume un valore diverso; finalmente può emergere per tutti i vantaggi che trascina con sé e non solo per gli svantaggi.

Perché è vero, una classe in aula offre maggiore interazione, sicuramente lo studente può sentirsi più seguito, ma l’e learning consente di studiare in un ambiente familiare, di abbattere i costi, di escludere competizione e garantisce la massima flessibilità oraria. Sai che vuol dire questo? Che puoi scegliere tu stesso quando è il momento giusto per studiare, con forte motivazione e costanza.

Questo vale nello specifico per le lezioni erogate in modalità e-learning; diverso è il caso del webinar e delle lezioni via skype, nella quale ad orario prestabilito, gli studenti si collegano alla Piattaforma attraverso il proprio pc e seguono la spiegazione del prof in diretta per loro.

coronavirus: webinar

La didattica a distanza è stata applicata in diverse regioni italiane come Lombardia, Piemonte, Friuli-Venezia-Giulia, Veneto e così via, dove in alternativa si conterebbero 4 milioni di alunni inattivi che perderebbero l’allenamento allo studio e utili giornate.

SmartWorking da CoronaVirus

Una sorta di smart working, la cui traduzione è “Lavoro Agile”, può essere applicato anche alla scuola. Grazie a Internet e alle nuove tecnologie, consente di andare avanti con le lezioni anche senza la presenza fisica in classe. Ma, per capire fino in fondo di cosa si tratta, proviamo a rapportarlo al discorso della chiusura delle aziende.

coronavirus: smartworkingTutte le aziende che chiudono nei giorni previsti dalle nuove disposizioni, possono applicare questa modalità di lavoro agile. Ciò significa che, attraverso un accordo tra datore di lavoro e dipendente, il rapporto di lavoro subordinato sarà caratterizzato dall’assenza di vincoli orari o spaziali e un’organizzazione per fasi, cicli e obiettivi. Una modalità che aiuta il lavoratore a conciliare i tempi di vita e lavoro e, al contempo, favorire la crescita della sua produttività.

In Italia, le imprese che già praticavano lo smartworking erano il 58%, per un totale di 570 mila lavoratori. Ma, causa emergenza CoronaVirus, nell’ultimo mese c’è stato un incremento del 20%. Il che è positivo, ci dicono gli studiosi, perché quando si lavora a distanza c’è più flessibilità, si decongestiona il traffico e si riduce lo smog, i mezzi pubblici non sono presi d’assalto e la qualità della vita dei lavoratori cresce, perché l’attività professionale si concilia maggiormente con la vita privata; contano i risultati anziché le ore passate alla scrivania.

Lo Smart Working non è un modo per far crescere la brand reputation di un’organizzazione. Lo Smart Working è una via per la sua sopravvivenza.

A. Solimene

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