La Spagna, la Francia, la Finlandia e altri, stanno iniziando ad introdurre nel mondo del lavoro il Cv anonimo.

lavoro: cv

Che cos’è il CV anonimo?

Il Curriculum anonimo è un curriculum che non contiene al suo interno dati personali e foto. Quindi senza nome e cognome, data di nascita, nazionalità e senza anche indicazione del sesso, della situazione familiare e della zona di residenza. Le informazioni contenute nel documento riguarderanno unicamente le proprie conoscenze, esperienze e competenze relative alla vita professionale e alla propria formazione.

Perché questo test?

Si è deciso di sperimentare questa nuova presentazione anonima per combattere la discriminazione sul lavoro e di conseguenza tutelare tutti i candidati vittime di pregiudizio e quindi potenzialmente più svantaggiati ad essere presi in considerazione.

cv

In genere, con un curriculum tradizionale (se vuoi compilare il tuo Cv Vitae tradizionale clicca qui), queste tipologie di persone hanno una possibilità su 10 di essere chiamati per un colloquio.

In Francia, ad esempio, è emerso da alcuni studi, che portare un nome di origine straniera, essere obesi, o provenire da un quartiere considerato difficile, costituisce un ostacolo per accedere alle assunzioni.

Quali sono i risultati?

I risultati sono controversi. Alcuni studi dell’Istituto tedesco sul lavoro, il “name-blind recruitment” ci dicono che il curriculum anonimo sembrerebbe aver davvero aumentato la possibilità per i candidati appartenenti a minoranze etniche di venire contattati per un colloquio. Però non ci sono dati per affermare se le probabilità di ricevere un’offerta di lavoro diminuiscono una volta sostenuto l’incontro.

Questo test non riuscirà quindi sicuramente ad eliminare totalmente la discriminazione e neanche ad assicurare a queste persone il posto di lavoro, ma darà almeno loro la possibilità di poter accedere ad una seconda fase di reclutamento. Ovviamente tutto si deciderà al colloquio.

indicare-della-barretta-5123360-2-1024x712.jpg

In Italia siamo ancora lontani da scelte di questo tipo, ma forse sarebbe il caso di arrivarci seguendo l’esempio di altre nazioni più virtuose. E tu…che ne pensi?

Condividi sui Social